La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Breve propone di fornire agli allievi un modello integrato delle principali psicoterapie dinamiche brevi, attraverso una metodologia teorico pratica, l’analisi di casi clinici e stimolando la ricerca in tale ambito.
| LA STORIA |
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La storia della psicoterapia dinamica breve è strettamente interrelata a quella della psicoanalisi. E’ noto che i primi trattamenti di Freud sono stati molto brevi e che solo in seguito la durata delle cure psicoanalitiche è aumentata fino ai livelli attuali.
In Studi sull’isteria (1895), infatti, Freud descrive essenzialmente dei trattamenti di breve durata, non superiori a pochi mesi. Solo a partire dal noto caso dell’uomo dei lupi (1914) vengono descritti dei trattamenti di lunga durata, che poi divennero la prassi della terapia psicoanalitica.
Fu tuttavia negli anni successivi che venne maggiormente posto il problema della tecnica per interventi a breve termine. Già nel 1920, alcuni dei collaboratori di Freud, Ranke Ferenczi, esaminarono la possibilità di accorciare la durata del trattamento analitico. Questi autori furono, di fatto, i precursori di un vasto movimento che porterà alle psicoterapie dinamiche brevi.
Successivamente, negli anni 40 Alexander mise in discussione il fatto che esistesse una proporzionalità fra la durata del lavoro terapeutico e la profondità e persistenza dei risultati terapeutici, enfatizzando l’importanza della “relazione terapeutica” come elemento di cambiamento. In particolare venne messa in risalto l’esperienza correttiva attuale che modifica l’effetto di un’antica esperienza. Da Alexander in poi, viene data una importanza maggiore al ruolo attivo del terapeuta, con lo scopo di provocare un’esperienza emotiva correttiva destinata a modificare i “traumi” passati, mediante la possibilità di riviverli in un nuovo clima psicologico. Un intervento più attivo da parte dello psicoterapeuta permette, secondo questo autore, una riduzione del tempo della psicoterapia.
Gli anni della seconda guerra mondiale e alcune situazioni di emergenza negli USA, resero importante la messa a punto di alcuni interventi psicoterapeutici di emergenza.
Negli anni 50 il gruppo della Tavistock (Balint, Malan, Mann e Goldmann) e Davanloo negli anni 60, avviarono studi sistematici sulle psicoterapie a tempo determinato.
Le conclusioni a cui giunsero queste ricerche, relativamente indipendenti fra loro, furono straordinariamente simili:
1) I pazienti sofferenti da lungo tempo di disturbi nevrotici e del carattere, potevano essere trattati con una terapia ad orientamento dinamico in un tempo molto più breve di quanto si riteneva in precedenza.
2) I principi fondamentali della terapia psicoanalitica cioè l’interpretazione del transfert e delle resistenze, potevano essere applicati alla terapia a tempo determinato
3) I risultati di questa forma di trattamento potevano produrre modificazioni durature nella struttura del carattere.
Grazie a questi studi furono perfezionate tecniche di psicoterapia dinamica breve, che si integrano con gli interventi di psicoterapia analitica a lunga durata.
Negli ultimi anni, alcuni autori come Sifneos (1972) hanno utilizzato una tecnica di psicoterapia breve in cui la caratteristica principale era la rilevanza data alla selezione dei pazienti e all’uso di una tecnica di conduzione specializzata. Per quanto riguarda i pazienti l’autore scelse quei pazienti che pur presentando disturbi nevrotici, manifestano una notevole forza dell’Io: attitudine al lavoro psicologico, capacità di insight, aspettative realistiche verso la terapia ecc. Inoltre i problemi affrontati erano per lo più problemi focali.
Mann (1973) presenta un metodo caratterizzato da 2 particolari caratteristiche:
a) un numero rigido di sedute (12 a frequenza settimanale);
b) questo tempo limitato viene usato per capire il processo e l’evoluzione della terapia nel suo complesso.
Inoltre viene allargato lo spettro dei pazienti accessibili al trattamento.
Negli anni 50 il gruppo della Tavistock adottò una maggiore flessibilità nelle procedure di selezione dei pazienti. Infatti gli autori scoprirono che si potevano curare anche quei pazienti, che mostravano marcate deficienze nella forza dell’Io, oltre che di altri parametri considerati essenziali per la terapia a tempo determinato.
Un altro grande gruppo di terapie dinamiche brevi (in questo caso detta radicale o intensiva o accelerata) è quello dei modelli basati sull’accelerazione del processo terapeutico. L’obiettivo è quello di affrontare e risolvere tutti gli aspetti significativi della patologia del paziente, ma in modo più rapido degli approcci a lungo termine.
Si tratta di modelli più potenti dei precedenti, e che si ripropongono di trattare una popolazione sostanzialmente sovrapponibile a quella adatta ad un trattamento psicoanalitico lungo; fanno quasi tutti riferimento alle pionieristiche scoperte di Habbib Davanloo (Psicoterapia dinamica a breve termine, 1980; Il terapeuta instancabile, 1990). Il metodo, conosciuto come IS-TDP (Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy = psicoterapia dinamica breve intensiva), ha profondamente modificato il modo di fare e di pensare la terapia dinamica breve. David Malan, a partire dagli anni 80, ha messo a disposizione di Davanloo il proprio enorme bagaglio culturale e scientifico sviluppato in decenni di ricerca e insegnamento, rendendo più comprensibili i presupposti tecnico-teorici dell’IS-TDP. La fondamentale innovazione di Davanloo consiste nell’avere sviluppato un metodo chiaro, rapido ed efficace di superamento delle resistenze. Un metodo così notevole da risultare quasi incredibile per chi vi si avvicina per la prima volta.
Obiettivo principale della psicoterapia secondo Davanloo è quello di mettere il paziente nella condizione di sperimentare i propri sentimenti autentici il più rapidamente possibile e al massimo grado di intensità tollerabile. I sentimenti coinvolti nei conflitti intrapsichici del paziente sono spesso inconsci e vengono fatti emergere lavorando attivamente sulla rimozione delle difese, modulando l’ansia e ponendo una costante attenzione agli aspetti transferali. Il risultato è una liberazione di ricordi, immagini, sogni, emozioni precedentemente sepolti nell’inconscio. Compito del terapeuta, una volta sbloccato l’inconscio, è quello di collegare il materiale dinamicamente significativo emerso nel transfert ai conflitti relativi alle figure significative del presente e del passato del paziente.
Davanloo è solito svolgere una o due sedute di terapia di prova (Trial Therapy) ognuna delle quali può durare fino a 3 ore. Obiettivo del terapeuta è arrivare ad un unlocking dell’inconscio durante la prima seduta di terapia di prova, ovvero ad uno sblocco emotivo che permetta a paziente e terapeuta di analizzare le forze dinamiche, fino a quel momento parzialmente o totalmente inconsce, coinvolte nel conflitto.
La tecnica è estremamente efficace e potente e risente di un solo grave limite: risulta molto difficile da insegnare ad altri psicoterapeuti. Ciò è probabilmente dovuto alla durezza che sembra trasparire dalla visione delle sedute videoregistrate di Davanloo. Per molti terapeuti, caratterialmente restii ad essere così attivi e a mostrare poco calore, il training didattico finisce per tradursi in atteggiamenti che scimmiottano quelli di Davanloo piuttosto che coglierne il significato profondo. In questo modo se ne snaturano gli obiettivi confondendo il mezzo con il fine.
L’approccio di Davanloo risente a volte di un linguaggio duro, con echi militareschi. Vi è poco spazio per le qualità che si tendono ad identificare come tendenzialmente femminili.
Davanloo non ama per altro favorire l’attitudine degli allievi a sperimentare nuove e più personali strade.
Diversi ex-allievi di Davanloo, oggi ricercatori e docenti di prestigiose università e centri di ricerca nel mondo, hanno sviluppato modelli di psicoterapia che, traendo ricchi spunti dal modello originario, se ne distaccano per l’enfasi posta sulla relazione terapeuta–paziente. Sono modelli che, con diverse gradazioni, pongono l’accento sulla possibilità di intervenire sulla resistenza in modo efficace ma mantenendo un atteggiamento caldo, empatico, accogliente. Un atteggiamento che tenga conto della personalità del terapeuta e della sua attitudine ad utilizzare tecniche sfidanti piuttosto che accoglienti.
Probabilmente non è un caso che fra quest’ultima generazione di psicoterapeuti dinamici brevi radicali vi siano molte donne. Vale la pena in conclusione ricordare i nomi di alcune di loro per chi fosse interessato ad approfondire: Patricia Coughlin Delle Selva (la più vicina al modello originario), Diana Fosha (sicuramente la più attenta agli aspetti affettivi ed empatici), Leigh Mc Cullough Vaillant (ricercatrice rigorosa e appassionata che nel proprio modello ha integrato conoscenze provenienti dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale e da altre terapie) e Josette Ten Have-De Labije (che dirige in Olanda la Dutch Association for Short-Term Dynamic Psychotherapy).(Leone Baruh)
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IL METODO
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Dal punto di vista metodologico, pur differenziandosi in alcuni aspetti, i modelli di terapia dinamica breve hanno in comune i seguenti elementi:
1) Selezione dei pazienti. La capacità del paziente ad impegnarsi nella psicoterapia a tempo determinato è valutata prendendo in considerazione le caratteristiche dell’organizzazione della personalità, ritenute rilevanti per il lavoro richiesto dal trattamento. In tal senso la psicopatologia del paziente diventa di secondaria importanza rispetto alla possibilità di dimostrare di avere il potenziale, perché s’instauri un rapporto di collaborazione con il terapeuta.
2) La tecnica "attiva".
3) La definizione e ricerca di una problematica centrale o focus dinamico. Cioè la formulazione di un’area d’intervento, definita in modo da risultare specifica e significativa sia per il terapeuta sia per il paziente.
4) L’analisi del transfert. La manifestazione dei conflitti emozionali del paziente nell’ambito della relazione terapeutica viene considerata il fine più importante del lavoro d’interpretazione.
5) Il limite di tempo prestabilito. Anche se sono abbastanza flessibili, i limiti di tempo vengono fissati all’inizio del trattamento e tutte le questioni riguardanti la conclusione vengono affrontate continuamente nel corso del trattamento.
| IL TERAPEUTA |
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Lo Psicoterapeuta che uscirà da questa Scuola, avrà una visione degli approcci alle problematiche psicologiche completa ed esauriente sulla base della prassi psicodinamica. Avrà avuto una formazione dettagliata ed articolata sulle discipline che maggiormente possono forgiare la sua strumentazione analitica, interpretativa ed applicativa. Attraverso un incessante lavoro di esercitazioni e simulate, con l’aiuto di esperti e qualificati professionisti del settore, opererà sulla migliore qualità della sua futura relazione con il paziente. Pur nel rispetto delle applicazioni delle disposizioni ministeriali per talune materie, saranno inoltre trattati alcuni argomenti di completezza per una più attuale alleanza analista/paziente, per sviluppare le capacità indispensabili per essere competenti in psicoterapia.
Ecco tre esempi illustrativi di ciò che intendiamo raggiungere, tratti dalla letteratura di riferimento (da Bienenfeld et alt.,2000):
- confini: la capacità di
1)stabilire e rispettare una determinata cornice del trattamento (per esempio definire un programma ed attenersi alle sue tempistiche, alle sue modalità di interazione con le istituzioni e relazioni esterne);
2)istituire e mantenere un rapporto di tipo professionale;
3)proteggere la privacy del paziente;
4)accordarsi in modo appropriato con il paziente in merito al pagamento
- alleanza terapeutica: l’abilità di
1)instaurare un rapporto ed un’alleanza terapeutica con il paziente
2)permettere al paziente di partecipare attivamente al trattamento
3)riconoscere e rimediare alle difficoltà che possono sorgere nell’alleanza
4)stabilire il focus della cura
- tecniche di intervento: la competenza nel
1)mantenere il focus del trattamento
2)analizzare un’affermazione, un comportamento o una reazione emotiva del paziente e dare una valutazione della sua risposta
3)riconoscere il momento giusto in cui terminare il trattamento e saper gestire tale fase.
O ancora,secondo un altro elenco(Beitman e Yue,1999) che prevede:
- interventi verbali: la capacità di utilizzare una vasta gamma di interventi verbali, che includono quelli con cui fornire speranza,rassicurazione,informazioni e supporto,riflessione,interpretazioni e confronto;mantenere il paziente nel focus; promuovere l’identificazione da parte del soggetto dei propri sentimenti, pensieri e modalità comportamentali ricorrenti;incoraggiare e rafforzare il cambiamento;
- sistemi di identificazione: l’abilità di usare il ragionamento induttivo per generalizzare, partendo da piccole porzioni di informazione fino ad arrivare alla definizione di ampi modelli comportamentali relativi ai sentimenti ed ai pensieri del paziente, che sia quest’ultimo sia il terapeuta riconoscono bisognosi di cambiamento, e che una volta modificati conducano al risultato desiderato;
- strategie di cambiamento: la competenza nel
1)riconoscere i tre stadi del cambiamento(scartare i modelli disfunzionali,dare inizio a quelli funzionali,mantenerli);
2)identificare i tre ordini di cambiamento (aiutare il paziente a fare qualcosa di diverso, aiutarlo a modificare la sua modalità tipica in un modo che porti a nuove situazioni ed insegnargli a cambiare le proprie modalità senza l’aiuto del terapeuta);
3)identificare i cinque ambiti del funzionamento del paziente (emotivo, cognitivo, comportamentale, interpersonale e sistemico)
4)fare uso di un’ampia gamma di tecniche, in riferimento ad ognuno di questi ambiti, per aiutare il soggetto a conseguire il cambiamento.
Insomma, l’iscritto a fine Scuola avrà impostato il suo saper essere psicoterapeuta sull’apertura mentale, sulla pazienza collaborativa, sul lavoro su se stesso e sulle proprie capacità espressive e comunicative, ma, soprattutto, sul rispetto e sulla devozione all’altrui sofferenza, punto fondante di qualunque professione che voglia definirsi terapeutica.
| BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI RIFERIMENTO |
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Balint L, Ornstein P. H, Balint E. (1972), Psicoterapia Focale, Astrolabio, Roma, 1974.
Bellak L. Small L. (1965), Psicoterapia d'urgenza e psicoterapia breve, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 1983.
Davanloo H. (a cura di) (1980), Psicoterapia dinamica a breve Termine, Armando Editore, Roma 1987.
Fossi G. (1988), Psicoanalisi e Psicoterapie Dinamiche, Bollati, Boringhieri, Torino.
Gabbard O. Glenn (2004), Scienza e Pratica delle Psicoterapie Brevi, Centro Scientifico Editore, Torino, 2006.
Gilliéron E. (1990), Psicoterapie brevi e d’urgenza. Edizioni Universitarie Romane, Roma, 1991.
Gilliéron E. (1993), Manuale di Psicoterapia Analitica Breve, Edizioni Universitarie Romane, Roma.
Grasso, M., (2010) La Relazione Terapeutica, Il Mulino, Bologna.
Grasso M.,Cordella B.(1989),Psicoterapie Dinamiche Brevi,La Nuova Italia Scientifica,Roma
Mastronardi L., (2007), Quando la Mente Guarisce, Armenia, Milano
Pinkus L. (1978), Teoria della Psicoterapia Analitica Breve, Borla, Roma.
Sifneos E. P. (1993), Psicoterapia a breve termine ansia provocante, manuale per il trattamento, Roma E.U.R.
| NEWS DAI MEDIA SULLA PSICOTERAPIA DINAMICA |
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Cicerone P. E., in L'Espresso n.6 del 12 Febbraio 2009 (clicca qui per visualizzare l'articolo).
| MONTE ORE ANNUO |
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Monte Ore Annuo e Sua Ripartizione(clicca per visualizzarlo).
| SEMINARI CLINICI,ANALISI PERSONALE,DIDATTICA |
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Le 50 ore annue dedicate all'analisi personale ed ai seminari clinici, potranno essere così suddivise:
30 ore annue obbligatorie di analisi personale o didattica, con il direttore o con un didatta della Scuola, o con altro a scelta, di comprovata formazione psicodinamica.
20 ore annue di formazione integrativa svolta all'interno o all'esterno delle attività della Scuola, come ad esempio: partecipazione a convegni, congressi, a work-shop di temi strettamente connessi alle materie della Scuola.
Tali attività di formazione verranno accettate previa valutazione del loro valore integrativo e della coerenza con gli indirizzi didattici della Scuola.
| FORMAZIONE PRATICA |
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La Formazione pratica comprende specifici momenti didattici, come esercitazioni guidate in aula e simulate che diano la possibilità di sperimentare dal vivo il rapporto terapeutico e le varie dinamiche che si sviluppano all'interno del setting. A partire poi dal III anno, sono previsti momenti di Supervisione (20/30 ore annue) delle psicoterapie attuate dagli allievi durante l'addestramento pratico, sia del tirocinio che in consulenze private. Le esercitazioni pratiche sono previste in quasi tutte le materie del quadriennio.
| ATTIVITA' DI TIROCINIO |
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Durante i quattro anni di Corso, l’allievo dovrà frequentare inoltre per ore 200 annue, in strutture o servizi pubblici o privati accreditati, i servizi di psicodiagnosi, di psicoterapia e quelli di consulenza.
Prima del tirocinio, lo IAF stipulerà a favore degli iscritti una POLIZZA ASSICURATIVA contro gli infortuni e per danni a terzi, secondo i massimali correnti.
| LIBRETTO DI FORMAZIONE |
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Il Consiglio dei docenti della Scuola di Specializzazione predisporrà un apposito libretto di formazione, che consentirà il controllo dell’attività svolte per sostenere gli esami annuali e finali ( attività finalizzate, attraverso la promozione di una formazione professionale, al conseguimento di adeguate competenze sulla conduzione della relazione e specificatamente psicoterapeutica). Il Consiglio stesso stabilirà la modalità degli esami annuali e della prova finale per il conseguimento dell’attestato.
| ESAMI |
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L’ammissione agli anni successivi al primo è subordinata alla valutazione della partecipazione, del profitto e della maturazione di competenze ed attitudini.
Gli esami si svolgono sui testi della bibliografia indicata di anno in anno dal collegio dei docenti.
Alla fine del quadriennio, lo specializzando dovrà sostenere un esame finale, che consisterà nella discussione di una tesi concordata con uno dei docenti del corso e nella presentazione di una relazione scritta di argomento clinico.
L'Archivio tesi degli alunni della Scuola (cliccare per visualizzarle).
| TITOLO FINALE |
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Al termine del quadriennio, a seguito della verifica delle presenze e superamento dell'esame finale, verrà conferito ai discenti "l’Attestato di Psicoterapeuta in Psicoterapia Dinamica Breve".
Il titolo di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto, ai sensi degli articoli 3 e 35 della legge 18 febbraio 1989, n.56, come equipollente al diploma rilasciato dalle corrispondenti scuole di specializzazione universitaria, deve intendersi valido anche ai fini dell’inquadramento nei posti organici di psicologo per la disciplina di psicologia e di medico o psicologo per la disciplina di psicoterapia, fermi restando gli altri requisiti previsti per i due profili professionali (Legge 401/00 art. 2 comma 3 ).
| COMITATO SCIENTIFICO |
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Prof. Stefano FERRACUTI, Docente esterno, Professore Associato di Psicologia Clinica - Università "La Sapienza" di Roma.
Prof.ssa Ermenegilda SCARDACCIONE, Docente esterno - Professore Associato di Criminologia - Università di Chieti- Psicologo, Criminologo.
Prof.ssa Anna Maria GIANNINI, Professore Associato di Psicologia Generale, Facoltà di Psicologia, Università "La Sapienza" - Roma.
Prof.ssa Elena ROMEO, Medico Chirurgo, Docente di Fisiologia, Dipartimento di Neuroscienze, "Università di Tor Vergata" - Roma.
Dott.ssa Chiara LATINI, Docente interno - Psicologa Clinica, Psicoterapeuta, Dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica.
| IL DIRETTORE DI SEDE |
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Dott. Dino BURTINI, Psicologo e Antropologo, docente a c. presso l'Università "G. d'Annunzio", Presidente PsicA, Centro di Ricerca e Alta Formazione nelle Scienze PsicoAntropologiche.
| DOCENTI |
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Prof. Diego ROCCO, Psicologo-Psicoterapeuta, Specializzato in Psicoterapia, Docente Incaricato di "Psicologia Dinamica" “Fondamenti del Colloquio in ambito psicodinamico”, presso il Dipartimento di Psicologia Applicata della Facoltà di Psicologia, dell’Università di Padova;
Prof.ssa Anna SAMPAOLO, Psicologa-Psicoterapeuta, Specializzata in Psicoterapia dal 1993, Docente a c. - Facoltà di Psicologia, Università dell'Aquila;
Prof.ssa Gabriella NERONI MERCATI, Psichiatra - Psicoterapeuta, Specializzata in Psicoterapia dal 1996, Docente a c. di Psicologia Clinica, Università LUMSA di Roma;
Prof. Flavio FERIOZZI, Psichiatra - psicoterapeuta dal 1992, Docente di Psicopatologia, Università di Chieti - Pescara;
Dott. Nievo DEL LONGO, Psicologo - Psicoterapeuta, Specializzato in Psicoterapia Dinamica Breve dal 1985;
Dott. Alessandro VEGLIACH, Psicologo - Psicoterapeuta, Specializzato in Psicoterapia Dinamica Breve dal 1991;
Dott. Alfredo D'ILARIO, Psicologo - Psicoterapeuta, Specializzato in Psicoterapia Dinamica Breve dal 2000;
Dott.ssa Rosella BENETTIN, Psicologa - Psicoterapeuta, Specializzata in Psicoterapia Dinamica Breve dal 2004;
Dott. Sergio SOVANI, Psicologo - Psicoterapeuta, Specializzato in Psicoterapia Dinamica Breve dal 2001;
Dott. Andrea POLIDORO, Psichiatra dal 2003, Psicoterapeuta, Formazione Psicodinamica, SIPP;
Dott.ssa Oriana Loreta BROCCOLINI, Psicologa - Psicoterapeuta, Specializzata in Psicoterapia della Famiglia dal 2001.
Dott.ssa Maria Pia ALBANESE, Psicologa - Psicoterapeuta, Specializzata in Psicologia Clinica e Psicoterapia Analitico - Transazionale Integrata, CTA, ITAA, EATA, dal 2002.
| SEDE E FREQUENZA |
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La Sede e gli orari delle lezioni saranno disponibili a breve.
Il Regolamento della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Breve (cliccare per scaricarlo).
| REQUISITI E AMMISSIONE |
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Alla Scuola di Specializzazione sono ammessi i laureati in Psicologia o in Medicina e Chirurgia in possesso del relativo diploma di abilitazione all’esercizio della professione.
| ISCRIZIONE ALLA SELEZIONE E COLLOQUIO |
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Per partecipare alla selezione è necessario contattare la Segreteria dell’Istituto di Alta Formazione al numero 085.299123 e fissare un appuntamento per il colloquio di selezione.
In sede di colloquio dovrà essere presentata la seguente documentazione:
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Schema di domanda di ammissione ai colloqui di selezione per la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Dinamica Breve (Cliccare per scaricarla);
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Certificato di laurea, con elenco degli esami sostenuti;
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Certificato di iscrizione all’ordine degli Psicologi o dei Medici ( o dichiarazione di poter sostenere l’esame di Stato entro la prima sessione utile e d’essere consapevole che in tal caso l’ammissione eventuale avverrà con riserva);
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Un curriculum, titoli di studio, scientifici e di lavoro documentati;
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Certificazione o autocertificazione delle esperienze analitiche individuali o di gruppo, pregresse o in corso;
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2 foto f.to tessera e copia di un documento di identità;
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Versamento della quota di ammissione alla selezione di € 121,00, non rimborsabile.
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| ISCRIZIONI ALLA SCUOLA |
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Una volta sostenuto e superato il colloquio di selezione, occorrerà versare la quota di iscrizione che, per l’anno formativo 2012/2013 è fissata a € 2.900,00 (salvo indice ISTAT, per gli anni successivi), più bolli da € 1,81, se dovuti.
Tale quota dovrà essere corrisposta:
- € 700,00 Quota di preiscrizione (da versare entro la data che sarà comunicata dalla Segreteria Organizzativa);
- € 2.200,00 Da versare in più soluzioni ( prima del pagamento contattare la per la Segreteria Organizzativa - Sede di Pescara).
Oppure, con sconto di € 50,00:
- € 1.425,00 Quota di preiscrizione (da versare entro la data che sarà comunicata dalla Segreteria Organizzativa);
- € 1.425,00 Da versare in un’unica soluzione ( prima del pagamento contattare la per la Segreteria Organizzativa - Sede di Pescara).
| AGEVOLAZIONI |
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Per gli iscritti della Scuola di Specializzazione, è previsto uno sconto del 30% su tutti i Corsi organizzati dallo IAF inerenti la Psicologia, eccetto i Master, a scelta nella programmazione dell'anno.
Gli iscritti della Scuola di Specializzazione potranno altresì usufruire gratuitamente di uno studio professionale per esercitare la libera professione.
| CONTATTI |
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Per informazioni contattare il Dott. Dino BURTINI,
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